Il nodo è un intreccio fra due elementi allungati e flessibili, nel nostro caso le corde, che può essere ottenuto in più modi. Può essere eseguito anche con una sola corda, avvolta su se stessa o su di un altro corpo. Il suo funzionamento dipende dalla somma degli attriti che si sviluppano fra le parti delle corde che vengono posti a contatto fra di esse, secondo criteri ben precisi. Di fatto, è uno degli strumenti più versatili a nostra disposizione. Per poter essere ritenuto sicuro, un nodo deve essere eseguito a regola d’arte ed applicato correttamente. Esiste un grande numero di nodi, ma ne bastano pochi per riuscire a soddisfare le esigenze operative descritte nel presente manuale. La cosa importante è sa- pere che i nodi, oltre ché ben fatti, devono essere usati in modo appropriato e nelle manovre per le quali risultano adatti. Qualsiasi nodo incide sulla resistenza della corda, diminuendone il carico di rottura in una percentuale che varia in funzione del tipo di nodo e che comunque è compresa fra il 30% ed il 60% del carico di rottura nominale. Quando la corda viene sottoposta al carico dell’utilizzatore e dell’attrezzatura che questi porta con se, le spire del nodo che si trova immediatamente a monte scorrono tra di loro e si comprimono, generando calore in funzione dell’attrito che si crea. Sarà proprio questo calore a provocare la rottura della corda per fusione, in prossimità del nodo. Il meccanismo descritto viene chiamato “effetto nodo”. Le caratteristiche delle corde e dei nodi, fanno si che questa riduzione non risulti mai critica per gli utilizzatori. Ma la presenza di un nodo non costituisce solo un fattore di diminuzione del carico di rottura della corda. Infatti, lo scorrimento delle spire citato poc’anzi a proposito della rottura per fusione della corda, normalmente contribuisce alla dissipazione dell’energia che si genera durante l’arresto di una caduta. Nei materiali SAF in dotazione al CNVVF, sono compresi anelli di corda e di fettuccia che non sono realizzati tramite un nodo ma cucendo fra di loro i capi dello spezzone. Certamente, l’impossibilità di modulare le dimensioni di questi anelli, derivante dalla mancanza del nodo, costituisce un elemento di minore versatilità nel loro utilizzo. Di contro, la cucitura comporta la mancanza dell’effetto nodo, con una conseguente minore diminuzione del carico di rottura.
Le caratteristiche che questi devono possedere per essere ritenuti idonei all’utilizzo sono:
• Essere di facile esecuzione
• Non sciogliersi spontaneamente durante la manovra
• Potersi sciogliere con facilità dopo una forte sollecitazione, anche se le corde sono bagnate
• Non incidere eccessivamente sulla resistenza della corda
È possibile suddividere i nodi in:
Nodi per l’assicurazione statica:
• Nodo a otto con asola (nodo delle guide con frizione o nodo savoia)
• Nodo a otto con doppia asola (nodo coniglio)
• Nodo barcaiolo bloccato
• Nodo Gassa
Nodi per l’assicurazione dinamica
• Nodo mezzo barcaiolo
• Blocco del mezzo barcaiolo (asola e contro-asola)
Nodo di giunzione
• Nodo doppio inglese
• Nodo gallegiante
Nodo autobloccante
• Nodo Prusik – Manchard
Nodo altri
• Nodo muratore
